passo dopo passo...

passo dopo passo...
... tu con me... io con te...

chi segue i miei passi...

sabato 30 ottobre 2010

this moment


aspettando Halloween...







aspettando Halloween...

domenica 17 ottobre 2010

il mio bicchiere mezzo pieno anche se non c'è niente dentro

Ottobre.
Gratitudine.
Ricorderò questo inizio di autuno per l'entusiasmo provato per il lavoro, la concentrazione per le nuove responsabilità, il mettermi alla prova affrontando le mie paure, l'opportunità di conoscere a fondo vecchie colleghe; ma anche per un incidente che mi "ha femata" e mi sono ritovata a sperimentare e ricominciare a dedicare il tempo ad "altro", quell'altro che fino a qualche giorno fa continuavo a mettere da parte per potermi dedicare al resto.
E stamattina, tarda mattinata, mentre il pane cuoceva in forno. il polpettone riposava sul piano di lavoro della cucina, i bambini giocavano nella loro cameretta, Gianc sistemava l'area pc di famiglia, mentre tutto questo mi respirava intorno, spalancando la finestra del soggiorno mi sono sentita piena di gratitudine. Sai quando ci sono quegli attimi che durano un attimo (scusa il gioco di parole) che sebra non finire mai? Da bambina amavo la vita e dove potevo lo srivevo. Crescendo ho continuato ad amarla ma ho cominciato a tenerlo per me, tanto che alla fine ho smesso di pronunciare queste poche parole.
Fino a stamattina.
Amo la vita, amo la mia vita, la mia quotidianità.
Con tutti i momenti brutti e difficili. Ho provato, cambiato, rinunciato, allontanato. Ho cercato, tremato, pianto, creduto, sperimentato. Apprezzato. Spesso niente mezze misure. Più spesso sfumature, senza mai scendere a patti con ciò in cui non credessi profondamente. Sono felice, oggi, a 37 anni, due figli, un marito, una casetta con mutuo, un lavoro che nonostante non sia la mia passione, è sicuramente una fonte inesauribile di emozione.
Perchè questa è la mia vita. Oggi.
Fortunata? Sì, tanto.
Ma il mio bicchiere è sempre mezzo pieno, anche quando non c'è niente dentro.
Buon autunno a tutti.

venerdì 8 ottobre 2010

Il resto dovrà aspettare.

Finalmente lo faccio, me ne vado in camera, spalanco le persiane e i vetri, accendo il mio pc. In rfondo Ale e Valerio sono tranquilli, tra colori e costruzioni si danno un gran da fare... Inizio a leggere i vostri post diventati numerosissimi tanto è che non mi collego... E' piacevole ritrovarvi. Penso che forse dovrei cominciare a preparare la cena, sistemare il bucato da stirare, farmi un pisolino visto che tra un ora dovrò andare al lavoro e la notte in TIN è lunga... poi i miei ragazzi cominciano a chiamarmi, i soliti dispetti tra fratelli, la curiosità di sapere quello che sto facendo... le domande di Valerio su quale tavolo di casa sia più vecchio, Ale che mi chiede il perchè abbia usato i tre puntini... non c'è verso di continuare, di dirvi quanto sia bello osservare i vostri lavori , i vostri momenti magici. C'è sempre magia. Comunque. Ovunque. Ora vado, continuo a "rimettere le cose a posto", come madre, come moglie, come infermiera. Il resto dovrà aspettare. Ancora.

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martedì 24 agosto 2010

Remare nella stessa direzione.

Sempre più spesso, ultimamente, mi chiedo se sia meglio provare rabbia o delusione verso l'atteggiamento di alcune persone. Meglio una fiammata che si esaurisce mentre si manifesta o meglio un piccolo tozzo di brace che sta lì, osserva e si esaurisce lentamente, voltando le spalle o allontanandosi piano piano? La risposta? Penso che, almeno nel mio caso, faccia meno danni la fiammata. Il problema è che sempre più spesso provo delusione. E ogni volta un passetto di più mi allontana proprio da chi e con cui invece dovrei remare nella stessa direzione. Non ho bisogno di cambiare aria: ho la necessità di rimettere le cose a posto. A buon intenditor, poche parole.

domenica 15 agosto 2010

Tiziano Ferro A mi edad

sabato 14 agosto 2010

mercoledì 11 agosto 2010

Noa - beautiful that way

ritrovare me stessa...

mercoledì 4 agosto 2010

The Cranberries - Animal Instinct

ritrovare me stessa...

sabato 24 luglio 2010

venerdì del libro: "Non c'è famiglia senza caos"

"Mia mamma legge molti libri sull'educazione, partecipa a conferenze e seminari come questo e poi torna a casa tutta euforica" mi confida Thorben, 12 anni, con tono deciso e la faccia seria, durante un seminario per genitori a cui sono stati invitati anche i bambini. " Ho l'impressione" prosegue ridacchiando " che andarci sia per lei come fumarsi una canna educativa." Lo guardo incredulo. " Che cosa?" "Sì, quello che si prendono i tossici, i drogati. Mia mamma è già diventata dipendente!" " Da che cosa?" "Dovrebbe vedere la montagna di libri sull'educazione che c'è sul suo comodino." Scuote la testa: "Cavolo, devo proprio essere una peste. E quando la mamma va a quei seminari, poi cerca di mettere in pratica tutto quello che hanno detto! Certe cose funzionano davvero. Prima però bisogna essere capaci di pensarle. In quelle conferenze insegnano a ragionare come noi!" "In che senso?" Ride:"Ma sì, come i bambini!" "E come ragionano i bambini?" " In modo semplice ma furbo!" Thorben si batte il petto, compiaciuto...

da: Non c'è famiglia senza caos
di: Jan-Uwe Rogge
edito da: Net

Queste le prime centosessantasette (una più una meno) parole della prefazione del libro. Solo 189 pagine divise in tre parti dove "ozio", "a letto senza capricci", "ordineneldisordine", "interferenze dei nonni", "madri e lavoro", "separazione", "famiglie allargate", sono alcuni degli argomenti trattati con semplicità e un linguaggio schietto spesso per me illuminante.
Ce ne sono tanti in giro, lo so, ma vale la pena.
Vi lascio un'altra chicca:
Susan, 11 anni, dichiara con profondità: "La mamma vuole sempre il mio bene!". E poi si chiede in tono vagamente filosofico: " E io come faccio ad imparare?"

Buona lettura!

Gabbi

sabato 17 luglio 2010

Il venerdì del libro: Principesse si diventa

Sì, lo so, tra pochi minuti sarà già domenica, abbiate pazienza...

[...] anche Biancaneve, come la collega Cenerentola, affronta con incredibile stoicismo un destino che la vorrebbe coperta di stracci e intenta a strofinare pavimenti forever, enza neppure l'ausilio del mocio v. Per evitare che la malinconia degeneri in istinto suicida (non potendo neppure farsi prescrivere un antidepressivo...), lei canta e fischietta come una radio perennemente accesa, trasformando in un ameno passatempo perfino l'occupazione più opprimente. [...]

da "Principesse si diventa" di Cinzia Felicetti, ed. Sperling & Kupfer
E' stato divertente leggerlo, poco più di 240 pagine in "rosa"; leggero ma non così scontato, piacevole da leggere sotto l'ombrellone.
D'altra parte siamo tutte principesse, no ?

"indiscutubili e indissolubili verità"

I matrimoni sono belli. Anche quelli in piena estate. Non importa del caldo se davanti a te c'è la tua più cara amica con gli occhi che le brillano. Anche se il suo ormai marito ti cazzia perchè ancora una volta tu lo ignori per dedicare le tue attenzioni solo a lei. Scusami Rug, ti voglio un gran bene e non lo faccio apposta... Mi piacciono i sermoni sul matrimonio anche se non ne condivido certe indiscutibili ed indissolubili "verità". Ma questo fa parte di un'altra storia che non affronterò al momento. E' stata una bellissima giornata divertente, rilassante, emozionante. Una festa in famiglia, a bordo piscina, sotto l' ombra di grandi alberi, in compagnia di persone di cui hai spesso sentito parlare, sconosciuti quasi, diversi vissuti, legati tutti dall'affetto provato per quei due lì, che hanno deciso di sposarsi alle 11 del mattino in piena estate. Guardarmi intorno e osservare più generazioni riunite, bambini e adulti esultanti come i bimbi sperduti di Peter Pan giocare nella piscina e a calcio nel prato, gli sposi starsene in costume come la maggior parte degli invitati... è stato il matrimonio che hanno desiderato, una gioia condivisa con le persone che fanno parte della loro quotidianità. E c'evamo anche noi. Quale dono più prezioso, oggi, per me e la mia famiglia?

This moment...


sabato 10 luglio 2010

da "L'incanto della vita semplice" : luglio

Torrido, afoso, soffocante. Luglio. Rallenta. O fermati. E' il momento di spogliarsi di ambizioni e aspettative, come pure di viaggi per andare al lavoro, vestiti, telefoni cellulari, calendari. Ora i nostri desideri sembrano ridursi. Forse perchè i bisogni vengono soddisfatti? Un angolino all'ombra, una bevanda fredda, una brezza fresca, in casa o all'aperto. Una tregua fra le asprezze della giornata. Una vacanza del comportamento. L'estate non è tanto una stagione quanto una melodia, quell'allegro motivetto che canticchiamo quando i giorni, meravigliosamente, cominciano a confondersi...

Sarah Ban Breathnach

venerdì 9 luglio 2010

Ci arrabbattiamo...

Ma tu guarda se devo sentirmi poco bene per riprendere tra le dita il mio piccolo blog! Piena estate da queste parti, ci arrabbattiamo tra turni di lavoro (anche straordinari non richiesti), orario d'ufficio incasinato dalle necesità famigliari, campus estivo per i bambini, pareti domestiche da imbiancare (ok, per ora solo il soggiorno...), il matrimonio della mia amica alle porte, provare a fare la marmellata di limoni, mandare avanti il piccolo orto nei vasi( pomodorini de-li-zio-si!),e tutto il resto (diventato ormai ingestibile). Che bello però nei ritagli di tempo gustarsi la spiaggia, il lago, gli amici che con moolta pazienza cercano nel possibile di adeguarsi ai nostri ritmi... Mi ripeto che le ferie arriveranno presto mancano solo sei settimane e poi niente incastri di sorta, solo " facciamo quello che ci va di fare " senza dover pensare al lavoro . Non sono aggiornata sulle vostre novità e sui vostri progressi creativi, non sono ancora venuta a trovarvi nei vostri blog, ed è tanto che non lo faccio. Mi rimetterò in pari. Un abbraccio a tutti voi! Gabbi!

sabato 5 giugno 2010

La felicità è...

Seguendo ancora l'iniziativa di Eniko
ecco qualche nostro momento di felicità
vissuta nel mese di maggio...

un tramonto a Positano per festeggiare il mio 37° compleanno
le opere di un artista locale...

qualche scorcio "rubato" quà e là sempre a Positano...


vederli giocare tra loro complici e sereni...

semplicità ...

scoprire in Scricciolo una nuova passione...
ascoltarli vivere nel loro mondo magico ...

avere voglia di una merenda speciale e farci i biscotti da noi...

coltivare le nostre passioni...

Gabbi

This moment...


lunedì 10 maggio 2010

Share Breathing Space : pioggia, grembiuli strappati, influenza = epifanie quotidiane

Seduta sulla sedia con dietro le spalle uno dei miei cuscini preferiti. Le gambe stese, dritte, su un' altra sedia, sono avvolte in un paio di jeans vecchi di 6 anni e 12 kg fa. Alla mia destra il tavolo con sopra la scatola del cucito aperta. Alla mia sinistra la finestra del soggiorno. E' da quì che arriva la luce di un tardo pomeriggio di primavera, piovigginoso come è in questi giorni. Osservo le mie mani: niente manicure dall'estetista, niente french, niente pelle vellutata. Le unghie sono corte per scelta e necessità professionale; mi concedo solo un velo di smalto trasparente. Leggermente abbronzate dai lavori di giardinaggio delle scorse settimane, quà e là mostrano i segni di una piccola scottatura da ferro d stiro e un'altra da coperchio ancora bollente. Le dita si muovono incerte, cercando di rammendare alla meno peggio i grembiuli dei miei figli.
I miei figli hanno tre grembiuli a testa per la scuola materna, comprati lo scorso anno. Non sono piccoli, ne' consumati; macchie di colori indelebili raccontano parte dei loro esperimenti creativi didattici ma per il resto la loro bellezza di quadretti bianchi e azzurri è ancora tutta lì. Sono solo un "po' rammendati" e con bottoni tra loro disuguali. Questo di Ale, poi, sarà la terza volta che lo riprendo con ago e filo. Forse farei prima a ricomprarlo. Non mi va. Ormai manca solo poco più di un mese di scuola... E poi vorrei che imparassero ad avere cura delle loro cose compreso il loro abbigliamento. I bottoni sono tutti diversi tra loro perchè quando li staccano giocando, non li conservano. Stesso discorso per jeans e pantaloni della tuta: strappati, rammendati, con qualche toppa adatta e via, rotolatevi pure nell'erba e arrampicatevi sugli alberi: a 5 e 6 anni si può fare! Qualcuno penserà "machitelofafare". Me lo fa fare la gioia che provo nel cucire. Il " grazie, mammina, di avermi ricucito la tasca del mio grembiule" di Ale quando lo indossa per andare a scuola. Lo sguardo rapito di Valerio che quando mi vede iniziare si siede vicino a me, comincia a giocare con gli spilli colorati, mi aiuta a trovare il filo giusto o il bottone adatto. Adoro il momento del "rammendo settimanale" perchè mi permette di condividere un'esperienza con i miei figli. Questo pomeriggio poi c'era anche papino, influenzato, sonnecchiante sul divano. Un piccolo spaccato di vita quotidiana, noi quattro, il tutto conseguenza di tre eventi non proprio felicemente promettenti: una giornata di primavera con la pioggia, un papino ammalato, grembiuli strappati. Epifanie quotidiane che spero di non dimenticare.

richiesta di aiuto

Richiesta di aiuto: da qualche giorno trovo grosse difficoltà a postare le foto. Difficoltà che prima erano inesistenti. Da parte mia non è cambiato nulla: stessa macchinetta, stesa modalità di inquadrature, stesso percorso macchinetta-pc-blog. Una prima foto me la fa postare. Le altre no. Qualcuno di voi sa da cosa può dipendere? Grazie in anticipo!
Gabbi

sabato 8 maggio 2010

Questi primi giorni di maggio



In questi giorni gli angeli vegliano sulla mia famiglia.
E' solo così che mi spiego come mai nonostante il disordine casalingo
il mio animo sorride e sceglie di cucinare un dolce anzichè stirare il bucato o preferisce impastare le tagliatelle invece di passare lo straccio. Ormai allo stato di pseudoabbandono la nostra casa è lì che aspetta di essere riordinata.

Piccoli angeli che con i loro occhietti attendono torni l'equilibrio tra il pieno e il vuoto. Abbiate fede, arriverà presto quel momento.
E in tutto questo la nostra avventura "in cappello di paglia e stivali di gomma" come va? Be'... va.Le piantine di pomodoro stanno crescendo e cominciano a fiorire.

I fiori del melo hanno lasciato il posto a piccole bozze di frutto.

Le rose bianche sono in fioritura

e tutto cresce piano piano

anche se ultimamente il tempo è quello che è...
La vite, trapiantata lì, in quello che non è il suo posto ideale, la credevamo ormai perduta.Invece no: ha tenuto duro e cel'ha fatta!

Le mie pesti?
Tra un finto broncio e slanci di amore fraterno (dopo una scorpacciata di biscotti a colazione)

si godono questi primi giorni di maggio.

E io con loro.
Sgribs!